Stai masticando derivati del petrolio senza saperlo: la verità nascosta nelle etichette delle gomme

Quante volte ci capita di acquistare un pacchetto di gomme da masticare senza neppure dare un’occhiata all’etichetta? Questo gesto apparentemente innocuo nasconde in realtà una questione ben più complessa di quanto si possa immaginare. Le gomme da masticare rappresentano uno dei prodotti più sottovalutati quando si parla di consapevolezza alimentare, eppure contengono una serie di sostanze che meritano la nostra attenzione, dagli additivi chimici ai dolcificanti artificiali come l’aspartame, fino ai coloranti sintetici che sollevano interrogativi sulla trasparenza delle etichette.

Cosa si nasconde davvero dietro quell’involucro colorato

Il problema principale delle gomme da masticare risiede nella presenza di additivi chimici che spesso sfuggono al controllo del consumatore medio. Non stiamo parlando necessariamente di ingredienti pericolosi in senso stretto, ma di sostanze che andrebbero conosciute e valutate con cognizione di causa prima di essere introdotte regolarmente nel nostro organismo.

La base di gomma stessa raramente viene specificata nel dettaglio: l’industria si limita spesso a indicare genericamente “gomma base” sull’etichetta, senza chiarire se si tratti di polimeri sintetici derivati dal petrolio o di altre sostanze. Questa mancanza di trasparenza rappresenta il primo ostacolo per chi vuole fare scelte informate e comprendere realmente cosa sta masticando per diversi minuti al giorno.

I dolcificanti sintetici: una dolcezza che fa discutere

Le versioni sugar free delle gomme da masticare vengono spesso percepite come alternative salutari, ma raramente i consumatori si soffermano a riflettere su cosa sostituisce effettivamente lo zucchero. Gli edulcoranti artificiali come l’aspartame (E951) e l’acesulfame K (E950) sono ampiamente utilizzati per conferire il sapore dolce senza apportare calorie.

Sebbene autorizzati dalle autorità sanitarie europee, questi dolcificanti sintetici sono oggetto di dibattito scientifico continuo. L’aspartame, in particolare, è stato classificato come possibilmente cancerogeno dal IARC dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2023, sulla base di evidenze limitate negli umani per cancro al fegato. Il JECFA ne mantiene comunque l’autorizzazione entro certi limiti di consumo giornaliero, ritenendo che le dosi normalmente assunte siano sicure.

Quantità apparentemente innocue che si sommano

Il vero problema emerge quando consideriamo l’effetto cumulativo. Una singola gomma può contenere quantità ridotte di questi additivi, ma chi mastica abitualmente diverse gomme al giorno potrebbe avvicinarsi inconsapevolmente alle soglie consigliate. La legislazione europea stabilisce delle dosi giornaliere accettabili (ADI): per l’aspartame 40 mg/kg di peso corporeo, per l’acesulfame K 9 mg/kg. Ma quanti consumatori sono effettivamente in grado di calcolarle sommando tutti i prodotti che le contengono nel corso della giornata?

I coloranti: estetica a quale prezzo?

Particolarmente significativa è la questione dei coloranti artificiali. Il biossido di titanio (E171), utilizzato per rendere bianche e lucide molte gomme, è stato vietato nell’Unione Europea dal febbraio 2022. La Commissione Europea ha ritenuto che i rischi legati alla sua potenziale genotossicità superassero i benefici, vietandolo in tutti gli alimenti. Tuttavia, prodotti contenenti vecchie scorte potrebbero ancora circolare, e le importazioni da paesi extra-UE non sempre rispettano gli stessi standard.

Altri coloranti sintetici come la tartrazina (E102) o il blu brillante (E133) continuano a essere utilizzati legalmente. L’EFSA ha confermato la sicurezza entro specifici limiti, ma richiede avvertenze per possibili effetti su bambini sensibili. Alcuni studi hanno infatti suggerito possibili collegamenti con reazioni allergiche o iperattività nei bambini particolarmente predisposti.

L’etichetta: un labirinto da decifrare

Il vero nodo della questione sta nella comunicazione al consumatore. Le etichette delle gomme da masticare rispettano formalmente la normativa europea, ma raramente sono pensate per favorire una comprensione immediata. La lista degli ingredienti appare spesso in caratteri microscopici, con denominazioni tecniche incomprensibili ai più.

Espressioni come “aromi” possono nascondere decine di composti chimici diversi che non vengono specificati individualmente. La dicitura “conservanti” o “antiossidanti” seguita da una sigla numerica lascia il consumatore nell’incertezza su cosa stia effettivamente introducendo nel proprio corpo attraverso la masticazione quotidiana.

Gli additivi che nessuno spiega

Prendiamo il BHT (butilidrossitoluene, E321), un antiossidante comunemente utilizzato: quanti consumatori sanno che si tratta di un composto che in alcuni paesi viene usato anche come conservante per carburanti e prodotti cosmetici? La lecitina (E322), pur essendo generalmente considerata sicura dalla EFSA, può provenire da fonti geneticamente modificate senza che questo venga chiaramente indicato se non certificato altrimenti.

Come difendersi: strategie pratiche per il consumatore attento

La buona notizia è che non servono competenze da chimico per fare scelte più consapevoli. Bastano alcuni accorgimenti pratici che chiunque può mettere in atto durante la spesa quotidiana:

  • Leggere sempre l’elenco completo degli ingredienti, anche quando sembra scomodo o richiede una lente d’ingrandimento
  • Cercare prodotti con liste di ingredienti più brevi e comprensibili, preferendo quelli con nomi riconoscibili
  • Prestare attenzione alle sigle che iniziano con “E” seguite da numeri: sono gli additivi autorizzati in Europa
  • Valutare alternative naturali quando disponibili, come gomme a base di gomma naturale da albero (chicle) o dolcificate con xilitolo da fonti vegetali
  • Limitare il consumo abituale, specialmente nei bambini che hanno organismi più sensibili agli additivi

La questione della masticazione prolungata

Un aspetto raramente considerato riguarda il fatto che masticare una gomma significa mantenere queste sostanze a contatto con le mucose orali per periodi prolungati. A differenza di un alimento che viene ingerito rapidamente, gli additivi contenuti nelle gomme vengono rilasciati gradualmente e assorbiti attraverso la bocca per decine di minuti.

Questo meccanismo di esposizione continua non è paragonabile all’ingestione rapida e meriterebbe studi più approfonditi sugli effetti a lungo termine, specialmente considerando l’uso quotidiano da parte di milioni di persone in tutto il mondo.

Verso una maggiore trasparenza

Il mercato sta lentamente rispondendo alle crescenti preoccupazioni dei consumatori. Alcune produzioni stanno emergendo con formule più pulite, ingredienti biologici certificati e informazioni più trasparenti sulle confezioni. La domanda dei consumatori può davvero fare la differenza: ogni acquisto è un voto che esprimiamo sul tipo di prodotti che vogliamo trovare sugli scaffali.

Informarsi adeguatamente rappresenta il primo passo verso scelte alimentari più consapevoli. Anche per prodotti apparentemente innocui come le gomme da masticare, conoscere cosa introduciamo nel nostro organismo non è allarmismo, ma semplice buon senso. La nostra salute merita attenzione sempre, anche quando si tratta di gesti quotidiani che consideriamo insignificanti ma che ripetuti nel tempo possono avere un impatto sul nostro benessere generale.

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